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sabato 29 settembre 2012

La lettera di Lavitola a Berlusconi


Sequestrata dai pm di Napoli, è arrivata ieri sui giornali. Come sostiene Massimo Gramellini oggi nel suo Buongiorno su La Stampa, se questa lettera è falsa, mette spavento. Se è vera, molto di più. 20 pagine che raccontano la (brutta) storia recente del nostro Paese. Buona lettura, se ce la fate.


domenica 13 novembre 2011

Ce lo ricorderemo tutti.


Foto ilfattoquotidiano.it
È finita. Ma non come avremmo sperato. Ieri, vedendo quella folla festante per le strade, veniva da chiedersi come mai Silvio Berlusconi è durato così a lungo. Chi l’ha votato, se tutti alla notizia delle sue dimissioni inneggiavano alla liberazione?

È fatto così, l’italiano medio. Quelli che martoriavano il cadavere di Mussolini, erano gli stessi che lo applaudivano fino al giorno prima. E lo stesso fu con Craxi: eletto prima e sotterrato dalle monetine poi. Il medesimo destino è toccato ieri a Silvio Berlusconi. Acclamato per 17 anni e sostenuto da milioni d'italiani che ieri – in un’improvvisa presa di coscienza, come no - erano lì: a festeggiare le sue dimissioni. 

mercoledì 9 novembre 2011

Ricorda per sempre l'8 novembre.


8 novembre 2011. In Parlamento si vota il rendiconto. Stracquadanio (idolo di noi comuni mortali) cambia idea qualche ora prima e vota a favore. Non importa a nessuno, andiamo avanti.

Ore 15:30. C’è il voto. 308 a favore, 1 contrario. 321 non votano. 320 di loro iniziativa, a uno scappa la pipì. È Malgeri. ‎"Scusate se mi sono assentato durante il voto". Idolo.

La faccia di Berlusconi è tutta un programma. Impietrito come solo dopo aver assistito all’intervista dell’Arcuri a “Le Iene”. L’aula è in silenzio assordante. Prende la parola solo Bersani (e te pareva). Inizia con il solito cipiglio che riserva per le grandi occasioni. Meno incisivo di Seppi in uno Slam e più lento di Pandev in contropiede. "Ti devi dimeeeettere" è la sintesi del discorso e, probabilmente, del programma politico del PD negli ultimi 150 anni.

martedì 14 giugno 2011

Game Over, Silvio.

Era il 1991 quando Craxi, coadiuvato da Bossi, invitava i cittadini ad andare a mare invece di recarsi alle urne.  Nonostante ciò, il 62,5% degli aventi diritto andarono a votare e i sì superarono abbondantemente la maggioranza assoluta degli elettori. Sono passati vent’anni. La storia si ripete.


Silvio Berlusconi è politicamente finito. È un dato di fatto. Alle amministrative ha sbagliato tutto e le ha perse (perché le ha perse lui, Milano e Napoli su tutte). Da sedici anni non si raggiungeva il quorum al referendum, ha dettato la linea di (non)voto e il 57% degli elettori è andato a votare: ha stravinto il sì. In tutti e quattro i quesiti.
Tutto ciò che tocca diventa sterco. È un dato di fatto anche questo.

lunedì 24 gennaio 2011

venerdì 21 gennaio 2011

La verità vince sempre, forse.

Ebbene sì, dopo più o meno un secolo, ho deciso di riprendere il blog. Che poi, a dir la verità, è un altro blog ancora. Netsons ha deciso di chiudermi l'account da un giorno all'altro mandandomi un E-mail con scritto qualcosa tipo "ehi, ti abbiamo chiuso il sito, tiè!". Quindi, ho dovuto trasferirmi su Blogger e, mentre mi son trovato, ho cambiato nome pure al blog. Definitivamente, si spera.

Giorni fa, il Premier ha tenuto un discorso alla nazione avente il fine di tranquillizzare i suoi elettori e tentare per l'ennesima volta di porre fine a quella che è stata definita da lui stesso e da alcuni giornalisti 'macchina del fango'. Della serie: "Ce l'hanno tutti con lui perchè fa affari con la mafia, corrompe i giudici e va con le minorenni". I soliti comunistimangiabambini.

sabato 15 maggio 2010

Illecito! O forse no.


"Da oggi, tutto quello che su Facebook scriveremo a fovore o contro Silvio Berlusconi finirà in bella vista nella sua pagina fan. Gli italiani si preoccupano e gridano all'illecito. Se una volta tanto che possiamo farci sentire mettendo la faccia ce la facciamo sotto è finita."
(Adriano Costantino)

mercoledì 20 gennaio 2010

Niente cambia e niente cambierà.

La giustizia è morta.

Ed a breve morirà anche quel poco di speranza di giustizia che ancora resiste. Il Senato ha detto si all'ammazza processi: Siamo ad un passo dall'approvazione. La norma omicida per salvare Silvio dai processi sta per diventare realtà.
Mills, corruzione, Mediaset, fondi neri e quant'altro verranno letteralmente eliminati, senza possibilità di riapertura alla fine della legislatura.

I padri costituenti possono anche rivoltarsi nella tomba.

lunedì 14 dicembre 2009

La statuetta era di sinistra.

Due denti compromessi, uno dei quali fratturato, infrazione al setto nasale, e ferita lacero contusa al labbro. Stava per diventare martire.

Fortuna che su rete 4 Emilio Fede tranquillizza tutti:
"È stato Di Pietro!"

Ops, scusate:
"La colpa è di Di Pietro!"

Si, perchè se un cerebroleso tira una statuetta in faccia a Berlusconi, la colpa è della sinistra. Dalle immagini si vede chiaramente che la statuetta arriva proprio da sinistra, la sua.

martedì 8 dicembre 2009

Top Five Horror: Il No Berlusconi Day raccontato dai (non) protagonisti.

Iniziamo una bella carrellata di affermazioni sulla manifestazione uscite dalla bocca di politici(?) e giornalisti(?) italiani. Ovviamente, tali affermazioni, verrano classificate ed oridinate a mio insindacabile giudizio (perchè così è più bello!).

Partiamo dal basso, ovvero da chi si classifica nelle ultime posizioni.

lunedì 30 novembre 2009

Se questo è un giornale.


Da "Il Giornale" del 28 Novembre 2009.

E fu così che Primo Levi si rivoltò nella tomba.

L'opera è di Vittorio Feltri, il quale si è anche impegnato a scrivere un editoriale di quelli che i comici di Zelig e Colorado Cafè gli farebbero un baffo. Peccato che fosse serio.
In pratica, secondo il suo modesto parere, i pentiti delirano e i magistrati sono folli.
Avete presente l'allievo che supera il maestro? Ecco, l'allievo in questione è Feltri.

domenica 15 novembre 2009

Non ho nulla da dire, ma lo devo dire.

Il PDL ha deciso di organizzare il “Si Berlusconi Day”.
Il 5 dicembre, a Roma. Si, come il No Berlusconi Day.

Evidentemente, le 6 ore di sciopero e di silenzio su Facebook non hanno sortito gli effetti sperati. No, non è una battuta. È davvero così.

Voi vi chiederete “Ma il PDL non criticava le manifestazioni in piazza?”. Si, ma stavolta hanno deciso di fare proprio le cose in grande. Hanno anche creato il Blog ufficiale.

mercoledì 14 ottobre 2009

La cazzata più lunga (grande) della storia.

«A dicembre e gennaio cominceremo un'altra infrastruttura, che è il ponte sullo stretto.»
Uhm, aggiungendo l'aggettivo "inutile", la frase risulterebbe grammaticalmente corretta.

Vediamo di capirci.
Alla visione del progetto preliminare, chiunque avrebbe come reazione istintiva ed incondizionata una risata, di quelle impossibili da trattenere.

Qualora stiate ridendo, smettetela: Il progetto è davvero quello. E, per di più, c'è da piangere.
...E, per di più ancora, c'è una mente che l'ha realmente studiato e pensato:

lunedì 12 ottobre 2009

Presidente, mi consenta.

«Il 68,7% degli italiani è con me!»

Parole e musica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Bhè, magari abbiamo dimenticato (o facciamo finta di non ricordare) qualche numerino: Vediamo di dare una rinfrescatina alla memoria.

Le ultime elezioni politiche hanno portato sul trono (si, quello di Uomini e Donne) Silvio Berlusconi e fin qui nulla di sbagliato.

Gli italiani che si sono recati alle urne sono stati esattamente l'80,5% degli aventi diritto di voto.

Per rendere la cosa più semplice, diciamo che coloro che a quel tempo avevano tale diritto erano poco più di 47,3 milioni. Bene, a votare si sono presentate poco meno di 38 milioni di persone. Il 3,65% di essi ha restituito la scheda così come gli era stata consegnata, ovvero in bianco. Sommando questi voti nulli ai partiti che non raggiunsero l'1% di preferenze, arriviamo a qualcosa come il 30% del totale di votanti.

giovedì 8 ottobre 2009

Il Re è nudo.

Ci sono voluti due giorni per decidere, ma finalmente ieri il tanto atteso verdetto è arrivato: Il Lodo Alfano è stato dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Per la precisione, è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1.
Il Lodo è stato bocciato a maggioranza (15 giudici, di cui 9 contrari e 6 a favore) per violazione dell'articolo 3 e dell'articolo 138 della Costituzione, ovvero il principio di uguaglianza e l'obbligo di far ricorso ad una legge costituzionale.

lunedì 5 ottobre 2009

Che Silvio non sia Lodato.

La Corte Costituzionale domani sarà chiamata a pronunciarsi sull'ormai noto a tutti Lodo Alfano.

Ma cos'è esattamente?
Per capirlo, bisogna tornare al 22 Giugno 2003, periodo in cui fu aprovato il cosiddetto "Lodo Maccanico", divenuto in seguito  "Lodo Schifani".
In effetti Maccanico suonava un pò bruttino, Schifani invece..