mercoledì 9 novembre 2011

Ricorda per sempre l'8 novembre.


8 novembre 2011. In Parlamento si vota il rendiconto. Stracquadanio (idolo di noi comuni mortali) cambia idea qualche ora prima e vota a favore. Non importa a nessuno, andiamo avanti.

Ore 15:30. C’è il voto. 308 a favore, 1 contrario. 321 non votano. 320 di loro iniziativa, a uno scappa la pipì. È Malgeri. ‎"Scusate se mi sono assentato durante il voto". Idolo.

La faccia di Berlusconi è tutta un programma. Impietrito come solo dopo aver assistito all’intervista dell’Arcuri a “Le Iene”. L’aula è in silenzio assordante. Prende la parola solo Bersani (e te pareva). Inizia con il solito cipiglio che riserva per le grandi occasioni. Meno incisivo di Seppi in uno Slam e più lento di Pandev in contropiede. "Ti devi dimeeeettere" è la sintesi del discorso e, probabilmente, del programma politico del PD negli ultimi 150 anni.

martedì 25 ottobre 2011

Ciao Sic.


Ci ho messo un po’ a scriverci su. A caldo, magari, ciò che avrei scritto sarebbe stato banale e retorico. E lui – Marco, o SuperSic come eravamo un po’ tutti soliti chiamarlo – non era né retorico né banale. Simpatico e buffo, sì. Non potevi non volergli bene. Allegro e spontaneo in ogni momento. Anche a inizio stagione, quando tutta la Spagna gli era contro. Colpa del suo essere troppo spericolato in sella alla moto. Scorretto, a detta iberica (Lorenzo e Pedrosa su tutti). Ma scorretto, lui, non lo è mai stato. Spericolato e irruento sì: a Le Mans aveva travolto Pedrosa, che nella caduta si ruppe una spalla e, ad Assen, Lorenzo. Prima e dopo, una serie di cadute causate dalla tanta voglia di spingere al massimo e stare sempre più avanti. La stessa voglia che domenica, probabilmente, gli si è ritorta sadicamente contro.

venerdì 21 ottobre 2011

Berlusconi, sul palco di Scilipoti, esulta al termine dell'inno nazionale.

Certe immagini vanno condivise con tutti affinché ne resti segno ai posteri. E, siccome ho cuore (cit), ve la allego. Fatene un uso criminoso.


martedì 20 settembre 2011

Gasperini perde ancora ed è tripudio.

Cari amici e amiche. E Gasperini. Ma, soprattutto, Moratti e Branca. La partita è appena finita e Gasp è probabilmente già bello e imbarcato sul primo aereo per il Guatemala. Che dire, ci siamo divertiti. Sono state quattro partite ufficiali d’antologia. Gasp ha perso contro chiunque e chiunque ha vinto contro Gasp. Eccezion fatta per la Roma, ma quella era una partita in stile scapoli e ammogliati. E poi c’era una sfida tra i due gloriosi allenatori: chi avesse vinto, avrebbe – nei fatti – perso. Inter  e Roma non possono vincere, son costruite per permettere a questo blog – sportivamente parlando – di vivere.

giovedì 15 settembre 2011

Analizzando Inter - Trabzonspor.

Zarate prova a centrare
gli zebedei di Tolga


Partita bella. Bellissima. Emozionante come un cross di Scaloni se ti chiami Klose. L’Inter in campo c’era. Ve l’assicuro. Era la stessa Inter che fu di Bagnoli. O forse era l’Atalanta, ma poco conta. Ha dato spettacolo ed'è entrata di diritto nella leggenda. Perché perdere contro i turchi ci sta, ma solo se parliamo del Besiktas del trivela – Ricardo Quaresma, idolo di San Siro – proprio perché hanno la stella portoghese seconda solo a Pandev per luminosità. Se, invece, perdi contro il Trabzonspor è leggenda e tu sei un pirla.

martedì 6 settembre 2011

Schiavone come se fosse antani: la supercazzola postpartita.

Si può perdere. La cosa fondamentale è saperlo fare. La Schiavone non sa più farlo. Dopo ogni sconfitta, entra in sala stampa e tratta tutti come dei rincoglioniti decerebrati. Ieri, la sua intervista postpartita ha sfiorato la leggenda. Bei momenti. E non scherzo. Francesca Schiavone s’è messa quasi a vergare poemi. Il risultato è qualcosa a metà strada tra Delneri che cerca di spiegare una sconfitta e Bossi che cerca di farsi capire. Si faccia una serissima e puntuta esegesi di questa intervista pregna di contenuti utili ai risvolti esistenziali di ognuno di noi.

mercoledì 31 agosto 2011

Calciomercato chiuso, sia lode.

Eto'o chiede ai russi 
di ripetere la cifra che percepirà
Dunque. Il blog è andato in vacanza due mesi, S’è divertito, tranquilli. È rimasto comunque in contatto con le notizie dal mondo esterno. Dato che oggi hanno smontato le bancarelle dall’ATAHOTEL e lasciato quindi Di Marzio senza lavoro, direi di riprendere subito con la parte meno seria del blog (non che le altre lo siano di più, ma dirlo crea aspettativa) e fare un completo e serissimo (come no) resoconto di quanto accaduto in questi due mesi di quella roba che agli italiani piace molto. No, non quella che Belen dava a Corona. L’altra. Il calciomercato.